Nina Site Admin
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| Inviato: Sab Gen 28, 2006 15:44 |
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Per la Huffman già due nomination in tasca per i Golden Globes, per 'Transamerica' e come una delle protagoniste di 'Casalinghe disperate', l'attrice ha accettato di raccontare a 'L'espresso' la sua opinione su argomenti che Bree e Lynette conoscono bene: sessualità, trasgressione, ipocrisia.
Miss Huffman, 'Transamerica' sembra voler suggerire che ognuno deve trovare la propria strada nella vita senza accettare troppi condizionamenti.
"Ho sempre pensato di essere una persona aperta e liberale, ma il mio viaggio alla ricerca dell'anima della comunità transessuale è stata un'esperienza molto forte. Non conoscevo nessuno e l'impressione che avevo era: è gente un po' fuori di testa. Frequentandoli e leggendo le loro cose, ho compreso invece che sono persone che hanno davanti due scelte drammatiche, anzi, impossibili: l'alienazione da se stessi quando non si accettano, e dalla società quando accettandosi finiscono nelle mani di un chirurgo. Nel corso di questi mesi ho imparato a provare simpatia e ammirazione per loro e per tutti quelli che si sentono dei diversi. Diversi per la loro sessualità, per il loro look o semplicemente per ciò che li eccita o li appassiona".
Vizio e sesso. Spesso tendiamo a confondere e mischiare le due cose. Vero?
"In effetti si fa molta confusione. E la conseguenza è che dilagano i problemi di assuefazione al sesso, che viene trattato quasi come se fosse una droga della quale liberarsi. Spesso il messaggio che accettiamo senza pensarci troppo, è: c'è un solo modo di esprimersi; devi fare l'amore con quella persona e non con quell'altra. Ma è un modo sbagliato di vedere le cose. Facendo così finiamo appunto per trattare il sesso come se fosse un vizio".
Sta dicendo che dobbiamo accettare tutto, transessuali, sadomasochisti, rapporti poligami?
"Io parto sempre dall'esperienza personale che mi sono fatta, preparandomi al film. Ho capito che dobbiamo imparare a manifestare a noi stessi, alla famiglia, agli amici, al mondo, chi siamo. Non sto dicendo che tutto è accettabile, ci sono delle pratiche che fanno del male ad altri o che non sono sane, così come c'è chi non ha una relazione sana con il cibo. Non vorrei dire cose da cartolina di auguri di Natale, ma quello che conta alla fine è l'amore. Se ami qualcuno non puoi sbagliare, indipendentemente dal suo aspetto fisico, dal suo sesso, anche se ha cambiato il sesso. Questo è uno dei privilegi di essere un artista. Hai la possibilità di entrare nei panni altrui e di migliorarti".
Non sempre gli attori imparano dai personaggi che interpretano....
"È vero, qualche volta finiamo per non apprendere niente. Ma è un'altra storia".
Transessuale in 'Transamerica', protagonista di 'Casalinghe disperate'. Interpretando questi ruoli ha imparato l'arte della seduzione?
"Ho appena detto che non sempre impariamo. Seriamente parlando, io non so molto sull'arte della seduzione. La sua domanda andrebbe fatta a Marcia, a Teri, a Eva che sono delle vere bellezze (si riferisce a Marcia Cross, Teri Hatcher e Eva Longoria, le altre 'casalinghe', ndr). Ho passato anni a sentirmi dire che non potevo avere questa o quella parte perché ero brava, ma non bella abbastanza e che se solo avessi perso cinque chili. Io mi guardo allo specchio e mi vedo come un uccellino senza labbra. E mi va bene così, non aspiro a essere la bella di turno. Voglio essere un'attrice. Posso però dire che se smettiamo di pretendere di essere qualcun altro e accettiamo chi siamo, diventiamo attraenti".
Marc Chery, il creatore di 'Casalinghe disperate', e Duncan Tucker, il regista di 'Transamerica', sono entrambi gay. Una coincidenza?
"Penso che ci voglia un gay per capire donne sopra i 30 o i 40 anni. Non vogliono fare sesso con noi, ma per i gay noi donne restiamo attraenti e sexy molto dopo che gli uomini eterosessuali ci hanno abbandonato e si sono messi a cercare merce più fresca. I gay vedono una donna cinquantenne e le dicono: 'Oh, quanto sei elegante' o 'che belle tette'. È un regalo a noi donne e solo uno come Marc avrebbe potuto pensare a un cast dove, a parte Eva, siamo tutte più vecchie di lui. Con Duncan, lo stesso. È cresciuto in una famiglia che non ha saputo accettare che fosse gay e che lo ha trattato come un 'fenomeno' dal quale stare lontani. E la storia di 'Transamerica' è anche la sua, un uomo che ha dovuto lasciarsi alle spalle la sua vita perché quelli che aveva attorno non lo accettavano".
Restando in tema di 'Casalinghe disperate', perché ha avuto tanto successo?
"Il successo di 'Casalinghe' è un fenomeno curioso, che ha sorpreso anche me: dopotutto per anni la mia presenza in una serie ha sempre significato la sua morte sicura... Il merito è di Marc Cherry, che ha saputo prendere questa icona della società, la famiglia, e riderci sopra". |
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